WARS - Russia Revolution
Dopo la sconfitta nella Grande Guerra, l’impero russo vacilla, anche per colpa dell’incertezza mostrata dallo zar Nicola II, incapace di avviare qualunque riforma del regime.
A Pietrogrado erano sorte tre organizzazioni operaie illegali: la prima faceva capo ai Menscevichi (socialdemocratici), la seconda ai Bolscevichi e la terza a gruppi trotzkisti.
I primi scioperi spontanei avvengono il
22 febbraio (7 marzo del calendario gregoriano), alla vigilia della giornata internazionale della donna. Scendono in strada circa 90.000 operai, compaiono le prime bandiere rosse e avvengono alcuni tafferugli con la polizia.
Il giorno seguente gli operai in scioperano superano le 200.000 unità. Il centro della città è paralizzato. Comizi volanti vengono dispersi da cosacchi a cavallo.



Più di 100 min di footage sulla Russia nei primi del Novecento.
Over 100 min of footage available, Russia in early of century.

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Rivoluzione di Febbraio - The February Revolution

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L’ascesa di Lenin - The rise of Lenin

Sabato 25 febbraio (10 marzo) oltre 240.000 persone scendono in piazza. I trasporti pubblici si fermano. Si contano le prime vittime. La sera, Nicola II ordina al generale Chabalov, comandante della regione militare di Pietrogrado, di liquidare i disordini a partire dalla mattina successiva. Nella notte vengono arrestati oltre cento attivisti.

Domenica
28 febbraio iniziano le sparatorie contro la folla. Le vittime si contano a decine. Il Presidente della Duma, Rodzjanko, telegrafa allo Zar che la situazione è seria, in città regna l’anarchia e diverse compagnie di soldati si sono ribellate all’ordine di sparare sulla gente.
A tarda sera, il governo decide di proclamare l’assedio.

Lunedì 27 febbraio (12 marzo) alcuni reggimenti si ribellano. Soldati e civili saccheggiano l’arsenale militare. I prigionieri politici vengono liberati. il tribunale viene dato alle fiamme. La Duma si riunisce in assemblea, anche se non ufficialmente, e approva la proposta di costituire un Comitato provvisorio, incaricato di ristabilire l’ordine. Nello stesso giorno nasce il Soviet dei deputati operai, che invita gli operai della capitale a partecipare alla prima assemblea. Si stabilisce che del Soviet avrebbe fatto parte un rappresentante ogni mille operai e un soldato per ogni compagnia della guarnigione di Pietrogrado. Il Soviet si dota subito di un giornale, le Izvestija.

Martedi 28 febbraio (13 marzo) anche i marinai della flotta del Baltico passano con i rivoluzionari. Il generale Chabalov viene arrestato assieme ad altri esponenti del regime zarista mentre anche Mosca insorge e le ferrovie passano sotto il controllo degli insorti.

Il
1°marzo, i dirigenti menscevichi e socialrivoluzionari di Pietrogrado decidono di affidare il potere politico al Comitato provvisorio della Duma, considerando che la rivoluzione dovesse avere soprattutto contenuti borghesi e antifeudali.

All’alba del
2 marzo il Comitato della Duma raggiunge l’accordo su alcuni punti: amnistia per i reati politici e religiosi, libertà di parola, di stampa, di associazione, di riunione e di sciopero, eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, abolizione della polizia, sostituita dalla milizia popolare, convocazione di una Assemblea Costituente.
Rimangono aperti i problemi sociali, la riforma agraria, il tema della pace, il destino della monarchia.

Nelle stesse ore si riunisce la commissione eletta dai Soviet che redige un decreto riguardante i soldati. Ogni compagnia doveva eleggere un rappresentante. Nelle manifestazioni politiche, i reparti militari dovevano obbedire ai Soviet. Gli ordini della Duma non dovevano essere eseguiti se in contrasto con quelli del Soviet.

Il
2 marzo (15 marzo) si forma il Governo provvisorio. I membri del Comitato della Duma si accordano sulle nomine. Presidente del Consiglio e Ministro dell’interno viene nominato il principe L’vov.

I Ministeri della Guerra e degli esteri vanno a Guckov e Miljukov, fautori della continuazione della guerra. Il Dicastero della Giustizia va a Kerenskij.
Nicola II dichiara di essere pronto a lasciare il trono al figlio Alessio, affidando la reggenza al fratello, il Granduca Michele. poi cambia idea e, nella notte, firma l’atto di abdicazione nei confronti del fratello, retrodatandolo di qualche ora.

Il Granduca è titubante. Gli viene chiesto di accettare almeno il tritolo di “Reggente dell’Impero”, ma molti, primo fra tutti Kerenskij, pensano che debba essere una Assemblea Costituente a decidere la questione della monarchia.
Il Granduca abdica a sua volta. La Russia si trova di fatto divisa tra l’autorità del Governo provvisorio e quella dei Soviet.

R.R.